Io l’amavo, amavo lei e i suoi capricci, il suo viso, la sua voce da puttana innocente. Succedeva sempre così, potevo scappare e riempirmi la vita di sogni ma quando lei non c’era, quando lei smetteva di sfiorarmi, cazzo….quando lei non mi sfiorava più, io sfiorivo.
Bukowski
Niente cancellerà via l’amore,
né i litigi né i chilometri.
È meditato, provato, controllato.
Alzando solennemente i versi, dita di righe,
lo giuro:
amo d’un amore immutabile e fedele.
Vladimir Majakovskij, Conclusione
Mappa di Londra stampata su un guanto in pelle. Fu prodotto da George Shove per la Grande Esposizione tenuta a Hyde Park di Londra nell’estate del 1851.

Mappa di Londra stampata su un guanto in pelle. Fu prodotto da George Shove per la Grande Esposizione tenuta a Hyde Park di Londra nell’estate del 1851.

hoodoothatvoodoo:

Jessie Arms Botke
'Blue and White'

hoodoothatvoodoo:

Jessie Arms Botke

'Blue and White'

Frits Thaulow (1847-1906) “Mulino ad acqua” - “Water Mill”, (1892).

Frits Thaulow (1847-1906) “Mulino ad acqua” - “Water Mill”, (1892).

Non sono sicuro che io esista, in realtà. Sono tutti gli scrittori che ho letto, tutte le persone che ho incontrato, tutte le donne che ho amato, tutte i luoghi che ho visitato.
Jorge Luis Borges
La Pale Blue Dot(in italiano pallido punto blu o pallido puntino azzurro) è una fotografia del pianeta Terra scattata nel 1990 dalla sonda Voyager 1, quando si trovava a sei miliardi di chilometri di distanza. La Terra (il punto blu a circa metà della banda marrone a destra) vista da 6 miliardi di chilometri appare come un piccolo puntino nel buio dello spazio profondo. L’idea di girare la fotocamera della sonda e scattare una foto della Terra dai confini del sistema solare è stata dell’astronomo e divulgatore scientifico Carl Sagan. In seguito il nome della fotografia è stato usato da Sagan anche per il suo libro del 1994 Pale Blue Dot: A Vision of the Human Future in Space. Nel 2001, in un articolo sul sito www.space.com, Ray Villard del Space Telescope Science Institute e Jurrie Van der Woude del Jet Propulsion Laboratory hanno votato la foto come una delle dieci migliori immagini scientifiche dello spazio di tutti i tempi. Carl Sagan (uno dei più famosi astronomi del XX secolo) disse di questa foto: ” Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l’illusione che noi si abbia una qualche posizione privilegiata nell’Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida. Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c’è alcuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi. La Terra è l’unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c’è altro posto, per lo meno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Colonizzare, non ancora. Che ci piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte. È stato detto che l’astronomia è un’esperienza di umiltà e che forma il carattere. Non c’è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo. Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l’uno dell’altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l’unica casa che abbiamo mai conosciuto.”

La Pale Blue Dot(in italiano pallido punto blu o pallido puntino azzurro) è una fotografia del pianeta Terra scattata nel 1990 dalla sonda Voyager 1, quando si trovava a sei miliardi di chilometri di distanza. La Terra (il punto blu a circa metà della banda marrone a destra) vista da 6 miliardi di chilometri appare come un piccolo puntino nel buio dello spazio profondo.
L’idea di girare la fotocamera della sonda e scattare una foto della Terra dai confini del sistema solare è stata dell’astronomo e divulgatore scientifico Carl Sagan.
In seguito il nome della fotografia è stato usato da Sagan anche per il suo libro del 1994 Pale Blue Dot: A Vision of the Human Future in Space.
Nel 2001, in un articolo sul sito www.space.com, Ray Villard del Space Telescope Science Institute e Jurrie Van der Woude del Jet Propulsion Laboratory hanno votato la foto come una delle dieci migliori immagini scientifiche dello spazio di tutti i tempi.
Carl Sagan (uno dei più famosi astronomi del XX secolo) disse di questa foto: ” Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l’illusione che noi si abbia una qualche posizione privilegiata nell’Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida. Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c’è alcuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi.
La Terra è l’unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c’è altro posto, per lo meno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Colonizzare, non ancora.
Che ci piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte. È stato detto che l’astronomia è un’esperienza di umiltà e che forma il carattere. Non c’è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo. Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l’uno dell’altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l’unica casa che abbiamo mai conosciuto.”

Litorale, cielo rosso, due vele bianche - E. Nolde

Litorale, cielo rosso, due vele bianche - E. Nolde