Non sono sicuro che io esista, in realtà. Sono tutti gli scrittori che ho letto, tutte le persone che ho incontrato, tutte le donne che ho amato, tutte i luoghi che ho visitato.
Jorge Luis Borges
La Pale Blue Dot(in italiano pallido punto blu o pallido puntino azzurro) è una fotografia del pianeta Terra scattata nel 1990 dalla sonda Voyager 1, quando si trovava a sei miliardi di chilometri di distanza. La Terra (il punto blu a circa metà della banda marrone a destra) vista da 6 miliardi di chilometri appare come un piccolo puntino nel buio dello spazio profondo. L’idea di girare la fotocamera della sonda e scattare una foto della Terra dai confini del sistema solare è stata dell’astronomo e divulgatore scientifico Carl Sagan. In seguito il nome della fotografia è stato usato da Sagan anche per il suo libro del 1994 Pale Blue Dot: A Vision of the Human Future in Space. Nel 2001, in un articolo sul sito www.space.com, Ray Villard del Space Telescope Science Institute e Jurrie Van der Woude del Jet Propulsion Laboratory hanno votato la foto come una delle dieci migliori immagini scientifiche dello spazio di tutti i tempi. Carl Sagan (uno dei più famosi astronomi del XX secolo) disse di questa foto: ” Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l’illusione che noi si abbia una qualche posizione privilegiata nell’Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida. Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c’è alcuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi. La Terra è l’unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c’è altro posto, per lo meno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Colonizzare, non ancora. Che ci piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte. È stato detto che l’astronomia è un’esperienza di umiltà e che forma il carattere. Non c’è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo. Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l’uno dell’altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l’unica casa che abbiamo mai conosciuto.”

La Pale Blue Dot(in italiano pallido punto blu o pallido puntino azzurro) è una fotografia del pianeta Terra scattata nel 1990 dalla sonda Voyager 1, quando si trovava a sei miliardi di chilometri di distanza. La Terra (il punto blu a circa metà della banda marrone a destra) vista da 6 miliardi di chilometri appare come un piccolo puntino nel buio dello spazio profondo.
L’idea di girare la fotocamera della sonda e scattare una foto della Terra dai confini del sistema solare è stata dell’astronomo e divulgatore scientifico Carl Sagan.
In seguito il nome della fotografia è stato usato da Sagan anche per il suo libro del 1994 Pale Blue Dot: A Vision of the Human Future in Space.
Nel 2001, in un articolo sul sito www.space.com, Ray Villard del Space Telescope Science Institute e Jurrie Van der Woude del Jet Propulsion Laboratory hanno votato la foto come una delle dieci migliori immagini scientifiche dello spazio di tutti i tempi.
Carl Sagan (uno dei più famosi astronomi del XX secolo) disse di questa foto: ” Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l’illusione che noi si abbia una qualche posizione privilegiata nell’Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida. Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c’è alcuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi.
La Terra è l’unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c’è altro posto, per lo meno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Colonizzare, non ancora.
Che ci piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte. È stato detto che l’astronomia è un’esperienza di umiltà e che forma il carattere. Non c’è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo. Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l’uno dell’altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l’unica casa che abbiamo mai conosciuto.”

Litorale, cielo rosso, due vele bianche - E. Nolde

Litorale, cielo rosso, due vele bianche - E. Nolde

La mia rossa, 1888  (olio su tela, 61 x 39 cm Ettore Tito (Castellammare di Stabia, 1859 – Venezia, 1941)

La mia rossa, 1888 
(olio su tela, 61 x 39 cm

Ettore Tito (Castellammare di Stabia, 1859 – Venezia, 1941)

Buttate pure via ogni opera in versi o in prosa. Nessuno è mai riuscito a dire cos’è, nella sua essenza, una rosa. - Giorgio Caproni - Natura morta, rose rosa, Vincent Van Gogh, 1890 (olio su tela, 32 x 40,5 - Ny Carlsberg Glyptotek, Copenhagen)

Buttate pure via
ogni opera in versi o in prosa.
Nessuno è mai riuscito a dire
cos’è, nella sua essenza, una rosa.

- Giorgio Caproni -

Natura morta, rose rosa, Vincent Van Gogh, 1890
(olio su tela, 32 x 40,5 - Ny Carlsberg Glyptotek, Copenhagen)

bookwormbabe89:

Take a lot of notes, boys

bookwormbabe89:

Take a lot of notes, boys

flagg0t:

If someone tells you to listen to a song, listen to it.  It may be the worst song you have ever heard but they wanted to share it with you.  That is really special.  If it makes them feel a certain way and they are so adamant about you hearing it, take 5 minutes to hear it.  It shows a lot about someone.  

writersblock51:

April book photo challenge - Day 7, Socially Awkward Character, Sherlock Holmes

writersblock51:

April book photo challenge - Day 7, Socially Awkward Character, Sherlock Holmes

colchrishadfield:

People ask to see stars - my camera does its best in dim light. Our atmosphere glows in the dark.

colchrishadfield:

People ask to see stars - my camera does its best in dim light. Our atmosphere glows in the dark.